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Videosorveglianza in condominio: ecco il vademecum

 

La videosorveglianza viene usata sempre più spesso all’interno dei condomini come deterrente per i ladri. Tuttavia è di fondamentale importanza capire quali sono i limiti, soprattutto a seguito del cambiamento dell’attuazione del GDPR, che disciplina la protezione dei dati personali.

 

Le regole per la videosorveglianza nei condomini per fini privati

Nel caso in cui l’impianto di videosorveglianza venga installato da una persona fisica per fini personali, non è necessario applicare le norme previste dal codice della privacy. Tra le principali regole da seguire troviamo:

  • le registrazioni devono rappresentare solo la propria casa e solo il proprio posto auto,
  • le telecamere non devono riprendere parti condominiali circolanti altre persone,
  • le immagini non devono essere diffuse, né comunicate sistematicamente a terzi.

 

Regole per la videosorveglianza nei condomini per aree comuni

In questo caso bisogna tenere conto delle disposizioni in materia di privacy. Ecco quindi quali norme vanno seguite e rispettate:

  • telecamere devono essere ben visibili e annunciate da apposita cartellonistica,
  • le immagini devono riprendere solo le aree comuni e possono essere conservate per un periodo tra le 24 e le 48 ore, eccetto nel caso di particolari situazioni come periodi festivi o chiusura di uffici che si trovano all'interno dei condomini. Nel caso in cui si necessita la conservazione per un tempo superiore ai 7 giorni è necessario presentare una verifica preliminare al Garante.
  • le immagini raccolte possono essere visionate solo dalle persone autorizzate.

 

Autorizzazione e ripartizione spese nei sistemi di videosorveglianza

Una volta note le norme da rispettare, vediamo come richiedere l’autorizzazione di un impianto di videosorveglianza condominiale.

 

La decisione deve essere presa dai proprietari riuniti in assemblea. La legge prevede che l'assemblea possa avviare tale installazione solo con un numero di voti che rappresentino la maggioranza dei presenti alla riunione (quorum del 50% + 1) e almeno la metà del valore dell'edificio (si parla quindi di almeno 500 millesimi).

 

Le spese sostenute per l’installazione e la manutenzione delle telecamere e dell’impianto vanno ripartite tra i condomini in proporzione alla quota millesimale di ognuno.

 

Vanno infine ricordate alcune deroghe ammissibili, cioè:

  1. Se il bene comune è installato solo per alcuni condomini, la spesa si divide solo tra chi ne trae utilità.
  2. Se l’assemblea delibera una ripartizione delle spese diversa, la suddivisione è valida solo se approvata dall'umanità.

 

Servizio di vigilanza: quale scegliere?

È fondamentale scegliere un servizio di vigilanza che segua le normative vigenti in materia di Privacy.

 

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Fonti:
https://www.condominioweb.com/adeguamento-privacy-per-lamministratore-di-condominio.15528
https://www.condominioweb.com/videosorveglianza-in-condominio.14681

 

 

 

25 Aprile 2019

videosorveglianza condominio fini privati e aree comuni

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